Gestione delle risorse umane Beppe Robiati
© Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
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Gestione risorse umane
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                        Risorse Umane: una miniera di gemme preziose Negli ultimi decenni il termine risorsa ha subito, nella pratica, notevoli variazioni estetiche, ma non ha subito alcuna variazione nel suo significato intrinseco. Secondo il dizionario della lingua italiana il significato di risorsa è: “mezzo che pone in condizione di superare una difficoltà“ e quindi la risorsa umana è “un mezzo umano, o intellettuale che pone in condizione di superare una difficoltà”. In teoria pertanto la gestione delle risorse umane, sull’interpretazione dell’appena enunciato significato, sarebbe: “la gestione di mezzi umani o intellettivi che aiutano a superare una difficoltà”. Certamente, ad una prima analisi superficiale, ci sembra una definizione obsoleta, arcaica, inaccettabile, che pone sei miliardi di esseri umani differenti di fronte ad un dilemma: “esistiamo, lavoriamo, ci riproduciamo e spendiamo le nostre vite solamente per porci in una condizione di risolvere o superare delle difficoltà? Non è un po’ poco per una risorsa umana? Non è forse il caso di proporre nuove definizioni, attraverso l’enunciazione coraggiosa di nuovi paradigmi? Certamente il termine paradigma, come definito dal Webster – un insieme di ipotesi basilari che costituiscono una visione del mondo o un nuovo modello – può essere applicato a questo particolare campo delle risorse. Ovviamente ci rendiamo conto che, come la storia dimostra, i nuovi paradigmi sono sempre stati, al loro inizio, combattuti,derisi, osteggiati e proibiti. Ma il tempo, variabile importante, ha sempre contribuito attraverso la facoltà della riflessione, a riabilitare ciò che era stato demonizzato e farlo divenire, elemento di spinta, di crescita e di progresso. Tenteremo in questo articolo di presentare un nuovo paradigma, relativo alla gestione delle risorse umane che si basa sugli scritti dell’affascinante e straordinario personaggio, noto con il titolo di Baha’u’llah, che visse nella seconda meta dell’800, e che per le sue idee, per i suoi principi e per i suoi scritti fu imprigionato per quasi mezzo secolo, e che è considerato ormai l’Antesignano di un nuovo modello di vita. La definizione di risorsa umana negli scritti di Baha’u’llah (Tavole rivelate dopo l’Aqdas) è già di per se stessa innovativa: “L’uomo è una miniera di gemme preziose, la mancanza di una adeguata educazione l’ha però privato di ciò che inerentemente possiede”, quindi la gestione delle risorse umane salta ad una nuova emozionante attività e cioè quella di gestire,”miniere di gemme preziose”. Ma anche il termine gestire, nelle innumerevoli tavole di Baha’u’llah lascia il vecchio significato per acquisirne uno nuovo quale quello di: “condividere”, attraverso un “processo di consultazione”, che porti a rendere evidenti “le gemme preziose”, quindi a “educare” – tirare fuori – ciò che “inerentemente possediamo“ per esserne consapevoli e porlo volontariamente al “servizio” degli altri per una “crescita” collettiva. Nel mondo contemporaneo le relazioni tra “risorse umane” e tra coloro che le gestiscono, soprattutto nel campo scolastico e professionale, interagiscono statisticamente su due livelli: quello fisico e quello intellettuale. Vale a dire che fanno parte di questi due livelli quegli elementi quali l’aspetto fisico, la simpatia, l’estetica del movimento, lo sguardo, la musicalità della voce e più in avanti la cultura, la capacità di esprimersi, la memoria, il vocabolario, la velocità di apprendimento o di esecuzione .La gestione delle risorse avviene mediamente utilizzando questi elementi di interrelazione tra le persone. Difficilmente si va più in là. Ma chiunque vive a contatto con gli esseri umani, si accorge che spesso altri livelli fanno parte delle personalità delle “risorse umane“ e questi ultimi non vengono toccati o si tende a nasconderli, soffocarli o a non intravederli: e sono tre: