Etica nella globalizzazione Beppe Robiati
© Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
Author & ©: Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
Author & ©: Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
Articoli on-line
Etica nella globalizzazione
                                                ETICA nella GLOBALIZZAZIONE Il termine «etica», dal greco «costume, norma di vita» «entrò nell’uso con Aristotele che con esso intitolò le sue trattazioni di filosofia della pratica» (Guido Calogero, Enciclopedia Italiana XIV [Treves, Treccani, Tumminelli, 1932], 447, s.v. «etica»). Da allora in poi il termine è rimasto acquisito alla filosofia, come quella parte della filosofia «che dopo la logica, dottrina della conoscenza, e la fisica, dottrina della realtà, stabiliva come l’uomo si dovesse praticamente comportare rispetto a questa realtà» (ibidem). Il termine, spesso identificato anche come morale, è stato quindi «consacrato come termine tecnico per la designazione di ogni dottrina che si venga speculativamente elaborando intorno al problema del comportamento pratico dell’uomo» (ibidem). Pertanto per etica si può intendere quella branca della filosofia morale che studia il comportamento umano, la scienza dei costumi e delle relazioni sociali. Ci si chiede se accanto a questa definizione, esistano nel mondo moderno caratterizzato da rapidi cambiamenti possibili modificazioni del significato dell’etica. La scelta personale che orienta i comportamenti nelle specifiche situazioni sociali è generalmente basata su principi morali di origine religiosa, diversi nelle diverse zone del pianeta. Per esempio in Occidente un comportamento è considerato etico se è in armonia con alcune leggi derivate dai codici comportamentali ebraico- cristiani del Vecchio e del Nuovo Testamento, per esempio con i dieci comandamenti. Nei paesi musulmani il comportamento etico dipende dalla coerenza con le leggi del Corano, il libro sacro dei musulmani, e così via nelle varie parti del pianeta. In Occidente si è anche delineato un generico «buon comportamento etico», inteso come «buon comportamento umano», indipendente da considerazioni morali di carattere religioso e legato invece al «buon senso del padre di famiglia». Un’impostazione innovativa dell’etica si trova negli Scritti di Bahá’u’lláh, uno straordinario Personaggio vissuto nella seconda metà del secolo scorso. Prigioniero per quasi tutta la vita a causa delle Sue idee innovative e delle Sue pionieristiche impostazioni delle regole di vita, Bahá’u’lláh scrisse moltissime pagine, su moltissimi temi, dalle quali si può rilevare che:                                              l’ etica deriva dalla giustizia. Quindi, per esaminare il campo dell’etica, dobbiamo esaminare, prima, quello della giustizia. Pertanto lo studio dell’etica può essere suddiviso in due campi specifici:                                               la giustizia a livello individuale                                                                     e                                                la giustizia a livello collettivo. La necessità di questa suddivisione nasce dalla distinzione fra etica a livello individuale ed etica a livello collettivo o di gruppo e dalla differenza fra i modelli comportamentali individuali e quelli collettivi. Approfondiamo insieme le principali definizioni di giustizia ( e indirettamente di etica ) , che da essa deriva, alla luce degli Scritti di Bahá’u’lláh:                                                        a. Livello individuale “A livello dell’individuo, la giustizia è quella facoltà dell’anima umana che consente a ogni persona di distinguere il vero dal falso “. “ Quindi la giustizia permette a ognuno di vedere con i propri occhi invece che con quelli degli altri, di conoscere per cognizione propria piuttosto che con quella del vicino o del gruppo. Essa richiede imparzialità di giudizio, equità nel trattare gli altri ed è perciò una costante, seppur esigente, compagna nelle occasioni quotidiane della vita “
Articoli in PDF