Il contributo delle religioni per un N.O.M. Beppe Robiati
© Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
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Contributo religioni x N. O. M.
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              Il contributo delle religioni per un nuovo Ordine Mondiale Il seminario si propone di dare una breve conoscenza dell'esistente. Nello scenario di un possibile ordine mondiale il dialogo fra le genti è un indispensabile strumento, che non può venire meno per mancanza di conoscenza. Nel contesto di una strategia per uno sviluppo sociale ed economico il problema è come organizzare il dialogo tra l'attività scientifica e tecnologica con quella religiosa. In tutta la storia documentata la coscienza umana è dipesa da due fondamentali sistemi di sapere attraverso i quali le sue potenzialità sono state progressivamente espresse: la scienza e la religione. In base a questi due organi l'esperienza è stata organizzata, l'ambiente è stato interpretato, i suoi poteri sono stati esplorati e la sua vita morale e intellettuale è stata disciplinata. In uno scenario di sviluppo verso un ordine mondiale il tema è di basilare importanza. In tutta la storia documentata, la coscienza umana è dipesa da due fondamentali sistemi di sapere attraverso i quali le sue potenzialità sono state progressivamente espresse: la scienza e la religione. In base a questi due organi, l'esperienza è stata organizzata, l'ambiente è stato interpretato, i suoi poteri latenti sono stati esplorati e la sua vita morale e intellettuale è stata disciplinata. Essi sono stati i veri progenitori della civiltà. Giudicando a posteriori, è evidente inoltre che la validità di questa struttura duale è stata massima nei periodi in cui la religione e la scienza, ciascuna nel proprio ambito, hanno potuto lavorare di concerto.1 È impensabile che il-paradigma di un nuovo ordine mondiale debba registrare l'assenza di uno di questi due sistemi e precisamente della religione. Il XX secolo ha visto un costante declino della fiducia nelle religioni e nelle istituzioni religiose e la nascita e l'affermazione di filosofie materialistiche, che sono giunte a considerarle «di scarso rilievo rispetto ai principali interessi del mondo contemporaneo».2 Le cause principali di questo fenomeno sembrano essere da un lato «le divergenze fra le religioni»3 e dall'altro le «artificiali barriere erette fra fede e ragione, tra scienza e religione».4 A queste si aggiunge la diffusa convinzione che le istituzioni religiose siano incapaci di suggerire e applicare congiuntamente risoluzioni valide e praticabili per i numerosi problemi che oggi affliggono l'umanità.        Divergenze fra le religioni In passato sembra che ciascuna religione sia stata fermamente convinta di essere l'unica depositaria della verità, la via maestra verso Dio, considerando tutte le altre o chiaramente «false» o tutt' al più manifestazioni secondarie della verità. Ogni religione ha affermato che il proprio Fondatore è l'unico portavoce di Dio, definendo quelli delle altre, nel migliore dei casi, portatori di verità umane, nient'altro che abili riformatori o tutt' al più annunciatori di verità spirituali secondarie, e pertanto subordinati a quell' unico grande Maestro. Questo conflitto era diffuso anche nell'ambito delle varie religioni, fra le confessioni e le sette in cui esse si sono suddivise nel corso dei secoli, i cui seguaci erano reciprocamente intolleranti come se, e talvolta anche più che se fossero appartenuti a famiglie religiose del tutto differenti. 5 Queste «divergenze fra le religioni» sono state attribuite da `Abdu'l-Bahá nel 1912 alla diffusa convinzione fra i seguaci delle religioni «che la legge di Dio imponesse una cieca imitazione di antiche forme di fede e di culto»6, ossia della tradizione. La tradizione, egli osservò, comprende nelle varie religioni da un lato l'insieme delle interpretazioni delle Scritture prodotte dai teologi 7 e spesso enunciate in forma di dogmi, dall'altro una serie di riti e cerimonie, cristallizzati nei secoli in più o meno elaborati cerimoniali. La sottomissione alla tradizione è considerata tanto importante che talvolta essa è rispettata anche a discapito «della base fondamentale della religione di Dio, che è sempre stata la legge dell'amore, dell'unità e della fratellanza del genere umano».8