Un buon Educatore: Chi era Costui? Beppe Robiati
© Beppe Robiati   Design & Webmaster: Claudio Malvezzi
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Un buon Educatore
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UN BUON EDUCATORE : CHI ERA COSTUI ? E' certo un presuntuoso l'essere umano che pensa di essere un buon educatore o pensa di insegnare ad essere un buon educatore. E' invece saggio colui che stimola a pensare ed a riflettere sul tema educativo, sopratutto in una civiltà dove l'educazione è confusa spesso e volentieri con altri rami delle scienze umane che nulla hanno a che fare e vedere con tale scienza madre che già nel suo significato etimologico originale fa trasparire la profondità del tema:(dal latino "educere")tirare fuori. Solo i Grandi Saggi che hanno lasciato tracce ancora visibili del loro passaggio e che hanno creato civiltà senza precedenti con la sola forza della parola, dell'esempio e dell'amore possono essere considerati buoni educatori. Krishna, Budda, Zoroastro, Abramo, Mosè, Gesù, Mohammad, il Bàb, sono un piccolo campionario fra i migliaia esistiti, un campionario, di cui ancora dopo decine di secoli, si parla, si discute, si tenta in qualche maniera di imitare e di rifondare. Ma l'evoluzione dell'Universo e quindi di quello che è in esso contenuto richiede una crescita continua ed una capacità di aggregazione di elementi finiti sempre maggiore. Tutto ciò che si posiziona all'esterno di questa crescita è destinato lentamente a scomparire. Il divenire sempre crescente macina e consuma la storia e tutto ciò che è esistito prima, inserendo velocemente nuove forme di esistenza, nuovi modelli matematico-scientifici, nuovi sistemi di governo e di gestione umana, diverse metodologie educative. E' la legge dell'evoluzione continua e costante.  Ciò che è esistito prima esiste anche adesso, ma non nella forma come lo si vede ora. E' l'interazione fra il contenitore ed il contenuto che cambia. Non cambia nè il contenitore nè il contenuto. E l'interazione non è altro che la valenza dei rapporti: individuali, familiari, collettivi. E questa interazione è un derivato primo dell'educazione. L'evoluzione ha portato la società a conseguire pienamente le tappe che hanno permesso all'umanità di crescere attraverso aggregazioni successive quali la tribù, il villaggio, la città, la città- stato dipendente, la città-stato indipendente, la nazione ed oggi l'unità quasi continentale. In questa evoluzione, ad ogni salto in avanti, sono cambiate le interazioni e le valenze. Oggi viviamo in condizioni difficili, perchè utilizziamo valenze e interazioni afferenti epoche passate. Pensiamo al prossimo salto in avanti; l'unificazione delle nazioni e popoli del mondo; con quali interazioni affronteremo le problematiche individuali e collettive di quel mondo nuovo, che come una cornice d'argento sta sorgendo all'orizzonte? Ecco la necessità impellente di darsi un volto nuovo, un metodo nuovo coerente con i tempi. Nella seconda metà dell'Ottocento visse un Personaggio, noto nel mondo con il titolo di Bahà'ù'llàh (la Gloria di Dio) che, avendo preveduto la situazione verso cui stiamo andando, delineò anche quali dovessero essere le valenze e le interazioni utili e necessarie per affrontare il cammino in avanti della nostra società. Dice Bahà'ù'llàh nei suoi scritti: L'uomo è il talismano supremo.La mancanza di un'adeguata educazione l'ha però privato di ciò che inerentemente possiede...Considera l'uomo come una miniera ricca di gemme, di valore inestimabile.Soltanto l'educazione può rivelarne i tesori e permettere all'umanità di goderne”. (Spigolature,CXXII).